giorno20 28luglio

 

Il mio ingresso in Thailandia avviene da ovest e mi porta a visitare come prima meta la città di Mae Sto, nella provincia di Tak, una tappa veloce, mi fermo giusto per mangiare qualcosa e trovare un po' di riparo dalla pioggia, l’accoglienza anche questa volta è stata fantastica, la gente nel piccolo locale mi saluta sorridente e mi concede qualche foto e qualche video ricordo, assaggio dunque per la prima volta, bacchette alla mano, il tipico cibo Thailandese, una cucina che definirei “curiosa” per via degli accostamenti di ingredienti che usano nei vari piatti. Saluto la gioiosa compagnia e proseguo quindi il mio viaggio verso sud, in direzione di Pattaya.

Purtroppo a causa del ritardo accumulato in India mi trovo ad attraversare la Thailandia in un periodo non propriamente adatto, quello dei Monsoni! Gli acquazzoni vanno e vengono e oggi ho percorso almeno 200 km sotto la pioggia battente prima che il tempo mi concedesse un po’ di tregua.
È proprio quando la pioggia smette di scendere che la strada difronte a me diventa spettacolare, un insieme armonioso di curve a doppia corsia, assolutamente favolosa.

Durante il tragitto mi fermo nella provincia di Sukhothai per visitare Wat Sra Sri, qui mi attende la mia guida, noleggiamo delle biciclette per girare all’interno del sito, il luogo è tenuto veramente benissimo, l’erba rasa e le aiuole ben curate mi fanno percepire sin da subito quanto la gente del luogo tenga a questo posto, sono fortunato, la pioggia ha smesso di scendere e ci permette di muoverci tranquillamente all’interno del parco, i monumenti sono di color mattone “sporcato” di grigio e di verde del muschio, la pace e la tranquillità che si prova in questo luogo è immensa e persino il rumore della catena della bicicletta sembra disturbare il naturale silenzio del luogo.

Riparto dunque verso Pattayae dopo circa 350 km arrivo a Wat Muang, conosciuta anche come la casa del Grande Buddha, in questo luogo è possibile visitare una statua enorme di Buddha completamente d’oro, la più grande della Thailandia e tra le dieci più grandi al mondo, nonostante la statua fosse in manutenzione ed aveva molte impalcature che la coprivano, quest’ultime non erano sufficienti a coprirne lo splendore e la maestosità, il monumento è visibile da chilometri di distanza e spicca alto e imponente ed il suo colore d’orato crea un contrasto magico con l’azzurro del cielo. Scatto un po’ di foto e mi rimetto in sella in direzione dell'albergo, l'indomani arriverò finalmente a Pattaya, una splendida spiaggia a 120 km da Bangkok dove sosterò un paio di giorni, mi aspettano pesce fresco, locali notturni e buona birra, mi dedicherò al relax totale!

Le spiagge qui Pattayasono veramente stupende, molto più tranquille di quello che pensavo e l’acqua del Golfo di Siam è caldacristallina, la mia guida mi racconta che la città, fino a una cinquantina di anni fa non era altro che una piccola città di pescatori, tutto cambiò a causa dei militari americani che arrivarono su queste spiagge durante la guerra del Vietnam e che ne fecero via via una meta di interesse turistico, così la città crebbe e mutò completamente in un brevissimo lasso di tempo.
Qui è possibile visitare anche il Villaggio degli Elefanti, un posto veramente suggestivo dove è possibile vedere come vivono questi pachidermi e i loro “custodi”, una location che va totalmente in contrasto con la metropoli e i palazzi della grande città ma che permette di capire molto di più di quella che è la vera “essenza” del paese in cui mi trovo.

Durante il tragitto per arrivare finoquho notato qualche segnale strano sulla moto e ho deciso di recarmi alla BMW di Pattaya per un controllo, una volta completato, hanno riscontrato dei problemi al blocchetto sinistro del manubrio a un problema del sensore di pressione della ruota posteriore, purtroppo per me, non hanno i pezzi di ricambio e sarò quindi costretto a continuare il mio viaggio con la moto così com’è.

La mia prossima meta mi porta a Kamala, nella provincia di Phuket, una giornata distruttiva, ho percorso più di mille chilometri partendo da Pattayaho perso più di tre ore all’interno del traffico di Bangkok, le moto non possono transitare in autostrada ed ero quindi costretto a continue deviazioni sul tragitto, ad un certo punto ho anche pensato di mettermi seduto in mezzo alla strada in attesa di un poliziotto che mi scortasse fuori da quel delirio, un esperienza che non augurerei neanche al mio peggior nemico, uscito finalmente da Bangkok mi fermo solo a bere un caffè e continuo imperterrito, 16 ore di viaggio, di cui gli ultimi 400 chilometri al buio, sotto la pioggia e in mezzo a lavori in corso. Fortunatamente il resort dove alloggio è carino, sosterò qui tre giorni e sono sicuro che mi basteranno per recuperare la fatica.
Purtroppo però, proprio durante una giornata rilassante a bordo piscina mi accorgo di un piccolo ragno che mi passa sul braccio e lo scaccio via, cercando di stare attento a non fargli del male (cosa ahimè non reciproca), da lì a poco comincio a sentire un po' di prurito al braccio destro, vicino al gomito, al momento non ci faccio molto caso ma al ritorno in hotel nel punto dove sentivo fastidio si è creata una piccola vescica, chiedo dunque alla hall se avevano una cassetta del pronto soccorso e con un piccolo ago provo a bucarla, l’ago ne esce praticamente arrugginito, preoccupato l’indomani mi reco in ospedale per farmi visitare, solo allora collego il prurito al ragno che avevo visto in piscina, il dottore mi conferma che sono stato morso da un ragno violino, in ospedale non possono far molto se non pulirmi bene la ferita, mi prescrivono degli antibiotici e mi consigliano di andare in una struttura più attrezzata a Kuala Lumpur in Malesia, finisce così il mio viaggio in Thailandia, parto preoccupato per la mia salute in direzione sud, lasciandomi comunque alle spalle un paese magnifico.