giorno12 23giugno

 

L'attraversata del Pakistan

 

DAL 12 AL 23 GIUGNO E’ stato difficile per me suddividere bene i giorni del Pakistan, ho preferito racchiudere tutta l’attraversata in un unico articolo, vi auguro una buona lettura.

 

Arrivato a Taftan ho dovuto aspettare l’indomani prima di partire con la scorta, verso le ore centrali della giornata il caldo diventa insopportabile e la velocità ridotta e i continui cambi di scorta, non aiutano certo a rinfrescarsi, in più, ad ogni cambio di quest’ultima mi costringono a rimanere sotto il sole diversi minuti.

La mia prima notte la passo all’interno di un posto di polizia che alla fine non è altro che una piccola prigione, scherzando penso, “vuoi vedere che ci saranno anche dei detenuti?” Ed infatti, un paio di celle hanno al loro interno delle persone, distese a terra con una specie di catino vicino, non voglio neanche immaginare a cosa possa servirgli. Io vengo trattato un po’ meglio e nella mia “cella” ho dei tappeti a terra e una ventola sul soffitto, esco per cercare un bagno, non ci sono parole per descrivere lo stato di degrado e di igiene, ve lo lascio solo immaginare, la notte è stata lunga, molto lunga, in lontananza nel silenzi si udivano spari.

Arrivato a Quetta comincia la festa di fine Ramadan che dura 4 giorni, di conseguenza sono chiusi anche gli uffici dove devo farmi rilasciare il documento che mi permetterà di uscire dal Belucistan, sono quindi costretto ad una sosta forzata, forse è stato meglio così, perché in questi giorni sto davvero molto male a causa di una infezione intestinale.
Finalmente riesco a partire da Quetta e mi dirigo verso Sukkar, il caldo raggiunge i 53°, il sole batte e non da tregua, ad una sosta per il cambio scorta mi distendo collassato a terra, mi faccio gettare addosso dell’acqua gelata per riprendermi un po’, arrivato a destinazione vengo lasciato dalla scorta e mi accingo a cercare un Hotel, fermo quindi un poliziotto e chiedo aiuto, quest’ultimo mi  accompagna ad un albergo che però è al completo, sono talmente stremato da non riuscire a ripartire, tant’è che il manager mi offre la sua stanza per 40$, accetto l'offerta ma... la camera era squallida, sporca, coi servizi igienici in uno stato penoso, il lavabo pieno di bottiglie d’acqua vuote ed il letto con coperte che probabilmente non venivano lavata da settimane, il trattamento fin ora ricevuto non mi fa di certo amare il Pakistan, tanto più che, poco dopo, il proprietario vuole altri 100$, non ci posso credere, cerco quindi tra i miei contatti qualche persona del posto per risolvere il problema e con estremo stupore un motociclista Pakistano mi fa arrivare alcuni suoi amici che, oltre a risolvere la questione dell’hotel, vogliono a tutti i costi ospitarmi da loro e offrirmi la cena.
Da Sukkar arrivo a Multan dove vive il motociclista che mi ha aiutato, Mr.Iqbal, la sua accoglienza è stata grande e dopo un rinfrescante succo naturale di mango mi accompagna ad un hotel che ha un posto dove lasciare la moto custodita, da qui fortunatamente il viaggio comincia a migliorare, Iqbal mi accompagna a visitare Multan e i suoi punti di interesse, riparto la mattina seguente per l’ultima tappa Pakistana, Lahore!
L’ultima grande accoglienza comincia dalla polizia del posto che vedendomi arrivare mi scorta da un conoscente di Iqbal, un certo Mr.Hafiz, che si è gentilmente messo a disposizione per aiutarmi, lo attendo perché mi accompagni da un meccanico a cambiare olio e filtro dell’aria, raggiungiamo quindi l’officina dove, dopo aver finito la manutenzione, non hanno voluto neanche un dollaro, gli sono bastati solo un paio di selfie.

Alla fine finisco a casa di amici motociclisti di Hafiz e vengo letteralmente accolto come uno di famiglia, cominciamo a cenare e finalmente mangio un bel piatto di spaghetti Pakistani bevendo una dissetante birra gelata ...fantastici!!
Hafiz mi saluta riaccompagnandomi in albergo, dove per l’ennesima volta, non mi è stato possibile pagare nemmeno l’alloggio, “sei nostro ospite” mi fa capire Hafiz, “per noi l’ospitalità è sacra”.

"L’ultima giornata passata mi fa lasciare alle spalle le brutte vicissitudini vissute in prigione e con il proprietario di quello squallido albergo, non saranno loro a cancellare il bel ricordo che porterò con me dell’ospitalità ricevuta."

 

Poche foto purtroppo, solo qualche video “rubato”… e domani si entra in India