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diretta

 

 

Himalaya e i passi più alti del mondo

giorno29 05luglio

 

Eccomi qua, dopo l’ennesima richiesta di documenti da parte di DHL rinuncio a prendere le gomme perché non posso aspettare altri giorni, ne andrebbe delle tempistiche del mio ingresso in Myanmar, partirò quindi con quelle che ho montate adesso.
Di buon mattino mi alzo e vado con Gary a sistemare un problema che ho con la Sim del telefono, parto verso mezzogiorno con un unico obbiettivo, raggiungere Srinigar entro sera, la strada purtroppo è molto molto brutta, a tratti credo che non si possa neanche definire strada, in effetti, quando mancano circa 200 km per arrivare Srinigar, la polizia mi intima l'alt perché da lì in poi la strada è talmente allagata che risulta intransitabile, è dunque impossibile continuare.

 

Amritsar e i primi problemi con DHL

giorno24 29giugno

 

Finalmente arrivo in India, lasciarmi alle spalle i giorni passati in Pakistan è una liberazione, soprattutto la possibilità di poter girare senza scorta e seguendo i miei tempi ed orari.

Mi reco in Hotel e vengo a conoscenza che qua ad Amritsar si tiene un grande spettacolo per il cambio della guardia al confine, mi informo meglio e si tratta di una sorta di breve parata che si tiene ogni sera alla chiusura dei cancelli che separano il confine Indiano da quello Pakistano, mi sembra una cosa interessante da vedere e mi appresto ad uscire così da arrivare in tempo, beh! non vi dico il casino che ho trovato per strada, sembrava di andare allo stadio, un poliziotto m'ha indicato da che parte entrare, era un posto riservato per i turisti, una specie di tribuna d'onore, mai avrei immaginato di trovare così tanta gente. La parata di per se non è stata così imponente, però era molto sentita dai locali, ballavano e cantavano come fosse una grande festa. Un evento che m'ha lasciato basito di fronte ad una folla riunita in festa per una cerimonia che, in fin dei conti, non è altro che la chiusura di un cancello.

 

L'attraversata del Pakistan

giorno12 23giugno

 

Arrivato a Taftan ho dovuto aspettare l’indomani prima di partire con la scorta, verso le ore centrali della giornata il caldo diventa insopportabile e la velocità ridotta e i continui cambi di scorta, non aiutano certo a rinfrescarsi, in più, ad ogni cambio di quest’ultima mi costringono a rimanere sotto il sole diversi minuti.

La mia prima notte la passo all’interno di un posto di polizia che alla fine non è altro che una piccola prigione, scherzando penso, “vuoi vedere che ci saranno anche dei detenuti?” Ed infatti, un paio di celle hanno al loro interno delle persone, distese a terra con una specie di catino vicino, non voglio neanche immaginare a cosa possa servirgli. Io vengo trattato un po’ meglio e nella mia “cella” ho dei tappeti a terra e una ventola sul soffitto, esco per cercare un bagno, non ci sono parole per descrivere lo stato di degrado e di igiene, ve lo lascio solo immaginare, la notte è stata lunga, molto lunga, in lontananza nel silenzi si udivano spari.

Persepoli - Notte in tenda e confine con il Pakistran

giorno09 11giugno

 

Ieri mi sono lasciato alle spalle la metropoli di Teheran e mi sono diretto verso Esfahal, il deserto dell'Iran è davvero molto caldo e il casco e la tuta da moto non aiutano di certo a rinfrescarsi.

Questa notte ho provato l'emozione di dormire in tenda in mezzo al deserto, una piccola brace dove abbiamo cucinato degli spiedini di carne illuminava d'oro la sabbia del deserto... abbiamo mangiato comodamente adagiati su morbidi tappeti persiani ed il panorama del tramonto sul deserto è stato veramente suggestivo, un'emozione che sono felice di aver vissuto... durante la notte abbiamo fatto anche l'incontro con una piccola volpe del deserto alla quale abbiamo offerto un piccolo boccone di carne. Che dire, l'Iran continua a darmi delle forti emozioni.

Teheran e la Moschea Tajrish

giorno07 08giugno

 

Ora mi sposto verso Darband e mi accorgo che la moto mi sta aprendo molte opportunità, in quanto mi hanno permesso di passare in posti altrimenti inaccessibili, chi lo sa, magari ha aiutato anche il fascino della mia Regina Nera. 

Una volta parcheggiata la moto comincia il mio cammino attraverso questo sentiero, alle pendici dei Monti Elburz, che costeggia un fiume, la temperatura è lievemente inferiore e si respira sicuramente meglio che in città, oltre al fatto di poter camminare fuori dal traffico caotico di Teheran… non mi aspettavo di trovare un luogo così suggestivo in una metropoli così grande.

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